Quello della tosse che si protrae nel tempo è un frequente problema, soprattutto nei periodi invernali ed è un motivo frequente di ricorso all’allergologo. La tosse persistente è la tosse che si protrae per oltre 15 giorni; tosse cronica è quella che persiste oltre le tre-quattro settimane. Molto spesso questi bambini vengono sottoposti ad accertamenti radiologici, ad esami di laboratorio, a molteplici terapie. In realtà, nella stragrande maggioranza dei casi il problema può essere risolto senza bisogno di accertamenti soltanto in base ai dati clinici ed alla storia della tosse.
E’ sempre allergia?
L’asma, cioè la cosiddetta tosse persistente asma-equivalente, è la causa più frequente di tosse che non si esaurisce entro quei limiti di tempo nei quali usualmente si esaurisce la tosse legata alle normali infezioni delle alte vie respiratorie. Sono possibili però altre condizioni, indipendenti dall’allergia, che possono manifestarsi con questo sintomo le quali, considerate globalmente, rappresentano la causa maggioritaria del problema. Nella pratica quotidiana, viceversa, c’è una radicata tendenza a considerare quasi sempre “allergica” la tosse che non si risolve entri gli usuali limiti e che non risponde alle usuali terapie, mentre molto sottostimate appaiono essere, ancor oggi, malattie come la rinosinusite che nella realtà dei fatti è molto frequente ed è responsabile del sintomo “tosse persistente” in misura quasi paritaria rispetto all’asma.
Quali sono le cause più frequenti?
Dopo l’asma, la causa più frequente di tosse persistente-cronica sono le infezioni consecutive delle alte vie respiratorie. E’ una situazione che può presentarsi frequentemente nei piccoli bambini dell’asilo i quali possono facilmente contrarre una seconda infezione virale mentre non è ancora scomparsa la tosse determinata da una prima infezione.
Altre cause possono essere la rinosinusite o sinusite, le broncopolmoniti, le infezioni di germi particolari, i cosiddetti batteri atipici (Mycoplasma e Chlamydia), la pertosse, motivi psicologici (tosse psicogena). Meno frequenti le cosiddette sindromi da aspirazione, cioè la penetrazione nelle vie respiratorie di materiale estraneo, alimentare o meno, come si può verificare sia accidentalmente (inalazione di corpo estraneo) sia in soggetti con reflusso gastroesofageo o con disordini della deglutizione (ad esempio nei bambini cerebropatici). Non frequente è anche la fibrosi cistica o mucoviscidosi, una malattia che coinvolge le secrezioni ghiandolari e che dà un interessamento sia dell’apparato respiratorio che gastrointestinale. Per tale malattia, in molte regioni italiane, viene attualmente eseguito alla nascita un test estremamente sensibile per cui la diagnosi viene sospettata già nel periodo neonatale.
La sinusite o più propriamente rinosinusite è una malattia molto frequente i cui sintomi dominanti sono, oltre alla tosse persistente, l’ostruzione persistente del naso con sovente secrezione densa, gialla o verdastra (il bambino “moccioloso”), l’alitosi. Fa spesso seguito ad un “raffreddore” acuto iniziale che crea le condizioni favorenti per l’infezione dei seni paranasali. E’ importante sottolineare che il mal di testa, sintomo che nella tradizione popolare si associa alla sinusite, è, viceversa un sintomo raro nella sinusite del bambino ed esclusivo del bambino grande, oltre i 10 anni, quando si completa lo sviluppo dei seni paranasali frontali.
La pertosse o tosse convulsa o tosse asinina o tosse canina è una malattia la cui frequenza si sta nettamente riducendo con l’estendersi della vaccinazione specifica ed attualmente si può più facilmente riscontrare in bambini dell’età puberale o adolescenti sfuggiti alla vaccinazione in un’epoca in cui essa non era praticata così estensivamente. Nei nostri giorni la vaccinazione antipertosse è compresa fra le vaccinazioni usualmente eseguite presso i centri vaccinali.
Una quota non irrilevante di tosse persistente, causa frequentissima di accertamenti radiologici, allergologici, di laboratorio, nonché di ripetuti consulti medici, è la tosse cosiddetta psicogena, cioè “nervosa”. E’ una tosse estremamente disturbante che equivale concettualmente ad un tic. A volte sembrano essere quasi i genitori a non voler accettare questa diagnosi, come se rifiutassero di accettare l’origine puramente funzionale ed in fondo banale di un disturbo tanto grande, inducente tanta ansia e per il quale tanti accertamenti e tante terapie, inutili, sono stati eseguiti.
Come orientarsi?
La causa di una tosse che persiste nel tempo può, in circa il 95% dei casi, essere individuata dal medico senza ricorrere ad accertamenti e a radiografie. Anzi molto spesso la diagnosi può essere fatta prima ancora di visitare il bambino con una accurata raccolta dei dati (anamnesi) che riguardano la storia del bambino, le circostanze in cui la tosse è insorta, i caratteri della tosse, la risposta alle precedenti terapie.